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Android: chi di open-source ferisce …

Posted 22 agosto 2011 by gbon in Google

Open-source non significa necessariamente anarchia, tutt’altro. E potrebbero nascere battaglie legali intorno a Android


Proprio ieri abbiamo parlato in un lungo articolo della sempre maggiore importanza che stanno assumendo gli aspetti legali relativi ai brevetti: ne sono prova evidente sia olà necessità da parte di Google di acquistare Motorola, sia la disfida in corso in Europa fra Samsung e Apple.

Questi problemi si potrebbero ripetere a catena anche per Android. E’ vero che Google lo pubblicizza come un sistema open-source, dando un’immagine di libertà e apertura rispetto ai sistemi proprietari di Microsoft e Apple. E’ anche vero, però, che un ambiente chiuso è più facilmente controllabile di uno aperto.

Il problema è emerso durance la LinuxCon della scorsa settimana.

Peter Vescuso di Black Duck Software sostiene che, benchè Android sia offerto con licenza open-source Apache e GPL, il sistema operativo ha numerose componenti, ognuna con un proprio set di licenze.

Ogni singolo progetto all’interno di Android, come ad esempio Bionic o WebKit può aver più di una dozzina di licenze, alcune delle quali possono non essere certificate da Open Source Initiative. Fra l’altro gli obblighi relativi a queste licenze valgono non solo per Google, ma per tutti gli sviluppatori e i produttori di telefonini.

Il problema è molto più complesso di quanto possa sembrare a prima vista. Ad esempio è noto che, nel caso del software open-source, qualunque cambiamento fatto al codice deve essere portato a conoscenza di tutta la comunità di sviluppatori. Molti però non lo fanno (intenzionalmente o meno), e fra questa la stessa Google.

Insomma, se pensavamo che l’acquisizione di Motorola potesse almeno porre fine alle battaglie legali su Android, ci siamo sbagliati: siamo solo all’inizio.

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About the Author

gbon

Gbon è appassionato di tecnologia, ormai da parecchio tempo. Il suo primo PC è stato un Vic 20, e poi, a seguire, tanti altri. Il primo device mobile invece è stato un Palm m505, l'ultimo un tablet Android. Ha conoscenze di programmazione in linguaggi ormai morti (chi si ricorda di GW Basic o Turbo Pascal?); attualmente programma per iPhone e Android.

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