App, smartphone, tablet Android

 


Apple,Google, HP, Motorola, Samsung: tutto in una settimana

Posted 21 agosto 2011 by gbon in Motorola

Riflessioni sulla settimana che ha cambiato il mondo della mobilità


La settimana che sta terminando sarà ricordata a lungo nella storia dell’informatica e del mondo dei dispositivi mobili.
Sono sostanzialmente tre gli eventi che hanno caratterizzato la settimana:

  1. l’acquisto di Motorola da parte di Google;
  2. le cause di Apple nei confronti di Samsung, finalizzate a bloccarne la commercializzazione di tablet e smartphone in Europa;
  3. l’abbandono da parte di HP bella commercializzazione di computer e dispositivi mobili, con la conseguenza di determinare il blocco dello sviluppo di WebOS.

Vediamo i fatti nudi e crudi, e commentiamoli.

Google e Motorola – In una settimana caratterizzata da continui ribassi delle quotazioni del mercato azionario a livello mondiale, la decisione di Google  di acquistare Motorola è stata una vera bomba. Gli analisti, più o meno improvvisati, si sono affrettati nel cercare di capire da cosa sia giustificata una spesa così rilevante – intorno ai 12,5 miliardi di dollari. Passare dal software all’hardware costituisce un vero cambio di strategia per Google, che si è da sempre contraddistinta come una software-house.

L’ipotesti che Google voglia fare cassa direttamente con la vendita di smartphone è stata immediatamente scartata, in favore della spiegazione che lo stesso Larry Page ha fornito, e cioè che il vero interesse è rappresentato dalle migliaia di brevetti di cui dispone oggi Motorola, che per contro non dovrebbe avere vantaggi rispetto agli altri produttori di dispositivi Android e continuerà a pagare le licenze come tutti. Si tratta di brevetti che potrebbero confluire direttamente nella divisione Android di Google, per fare in modo di evitare di confrontarsi continuamente in tribunale con Microsoft e Apple o pagare pesanti royalty agli avversari. Probabilmente nella decisione alla base dell’acquisto vi è anche il fatto che Motorola produce direttamente decoder per la televisione digitale, e potrebbeq uindi giocare un ruolo importante nello sviluppo di Google TV, un progetto che stenta a decollare e non ha avuto finora i risultati attesi.

Qualunque siano le motivazioni, c’è chi brinda e chi si preoccupa. Fra primi abbiamo Nokia, le cui quotazioni sono immediatamente balzate in virtù di un possibile acquisto da parte di Microsoft, quale contromossa nei confronti di Google. C’è da dire però che a fine settimana le quotazioni di Nokia sono ridiscese ai livelli consueti e che comunque Nokia stessa dovrà fare parecchia strada se vorrà riprendersi dalla situazione di difficoltà in cui si trova. Fra i secondi abbiamo invece vari produttori di dispositivi Android (primo fra tutti Samsung) che sono stupiti e perplessi rispetto alla strategia hardware di Google. Stiamo a vedere nel corso dei prossimi mesi come andranno le cose.

Apple e Samsung – E’ però un fatto (e l’affaire Google-Motorola lo dimostra) che l’attenzione nel mondo dell’informatica si sta spostando dai laboratori e dallo sviluppo di software alle aule dei tribunali. Ne è una prova evidente il secondo avvenimento della settimana, e cioè la raffica di cause in corso tra Apple e Samsung. In particolare la casa della mela morsicata ha cercato di bloccare le vendite in Europa di tablet e smartphone Samsung. Il primo colpa è avvenuto in Germania, con un giudice che ha inizialmente bloccato tutte le vendite di tablet Galaxy Tab 10.1 in Europa, con esclusione dei dispositivi già entrati nella catena di commercializzazione (e quindi sostanzialmente presenti nei magazzini della rete distributiva). Una seconda decisione, sempre tedesca , ha limitato – si fa per dire – il blocco alla sola Germania. A seguire c’è stato il caso olandese: Qui lo stop richiesto da Apple è diretto agli smartphone della serie Galaxy.

Nelle prossime settimane capiremo meglio che cosa sta succedendo. Nel frattempo il giallo si sta arricchendo di dettagli che non mettono Apple in buona luce. Gli esposti sonni infatti basati sulla somiglianza dei dispositivi delle due case: ma sia nel caso tedesco che in quello olandese, a supporto di questa tesi, sono state portate immagini non perfettamente fedeli agli originali, e in ogni caso – ovviamente – favore della tesi di Apple. Un comportamento che, se confermato, non ci saremmo aspettati, e che probabilmente non piacerà neanche ai giudici che decideranno sui due casi. Anche qui per avere una parola definitiva bisognerà aspettare un po’: la decisione tedesca è attesa per il 25 agosto, qualche settimana più tardi – a metà settembre – sarà emanato il verdetto olandese.

Qualunque sia la decisione finale, c’è qualcosa in questa storia che non ci piace. Intendiamoci, non ne facciamo una guerra di religione. E in ogni caso, è giusto che sappiate cje nell’albergo in cui stiamo scrivendo queste note ci siamo portati dietro un Macbook Pro e un iPad, e in casa fa bella mostra di sè, quasi un soprammobile, un Mac Classic. Insomma, siamo tra quelli che guardano la Apple con favore. Ma un conto è puntare sull’innovazione, sulle idee; cosa diversa è portare la disfida nelle aule dei tribunali.

HP – La terza vicenda della settimana è tutta interna ad HP, che ha annunciato di voler uscire dalla produzione di hardware. Sia chiaro: nessuna fabbrica chiuderà per questa decisione: da tempo le grosse società informatiche si sono ritagliate solo un ruolo di  progettazione e commercializzazione, lasciando la produzione a multinazionali con sedi ovunque nel mondo che fanno qualunque cosa in tempi rapidissimi e con grande qualità.

E non è neppure la prima volta che un colosso dell’informatica esce dalla produzione diretta: lo fece tanti anni fa la stessa Ibm. Stupiscono invece la rapidità della decisione e la capacità che HP ha dimostrato, grazie ad un management dissennato, di dilapidare e distruggere un patrimonio e una posizione di predominio nel mondo dei dispositivi mobili. Basti dire che HP aveva una propria linea di palmari e smartphone, che poteva essere ulteriormente potenziata dopo l’acquisto Compaq (e conseguentemente della serie iPaq – ah, ne facessero ancora di dispositivi così belli!) e di Palm. Speriamo solo che i responsabili di cotanto disastro siano mandati … in miniera.

A prescindere dai destini di HP, quello di webOs sembrava comunque già segnato: in ritardo di qualche anno, dallo sviluppo incerto, con un solo produttore (e neppure troppo convinto) alle spalle, poteva aspirare solo ad un ruolo di comprimario. Un vero peccato, una fine ingloriosa e spiacevole per quello che poteva essere un protagonista nella scena dei dispositivi mobili.

Forse però è un fatto che non c’è spazio per troppi sistemi operativi. Adesso abbiamo Android (Google), iOS (Apple), WindowsPhone (Microsoft), Blackberry (RIM), Bada (Samsung): quale sarà il prossimo ad avere problemi e a scomparire?


About the Author

gbon

Gbon è appassionato di tecnologia, ormai da parecchio tempo. Il suo primo PC è stato un Vic 20, e poi, a seguire, tanti altri. Il primo device mobile invece è stato un Palm m505, l'ultimo un tablet Android. Ha conoscenze di programmazione in linguaggi ormai morti (chi si ricorda di GW Basic o Turbo Pascal?); attualmente programma per iPhone e Android.

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